L’art de l’acteur dans la presse écrite et illustrée / L’arte dell’attore nella stampa e nei periodici illustrati (1750-1980)
Collana Visioni teatrali, n. 25
2025
pp. 268 (con ill. in BN)
formato 15x22
Tra attori e critici: come può un’arte trovare le parole per esprimersi? Tre secoli di dialogo tramite la stampa al servizio dell’arte della recitazione.
PROFILO DELL’OPERA
Lungi dall’essere scoraggiata dalle difficoltà della comprensione teorica e dal complesso funzionamento dell’arte dell’attore, la critica drammatica non si è mai arresa al riguardo. Non solo è stata a lungo un interlocutore importante per gli artisti, ma ha anche svolto un ruolo decisivo nell’emergere della loro arte come pratica autonoma. Ha innescato molti dei dibattiti che hanno contribuito a definirla, plasmando prospettive e stabilendo i principi in base ai quali gli artisti sarebbero stati valutati. Che tipo di dialogo si è sviluppato tra critici e attori e come si è evoluto nel corso dei secoli? Quale ruolo, duraturo o fugace, ha svolto la critica nello sviluppo del pensiero interpretativo? Quale quadro concettuale e quali categorie analitiche ha stabilito per studiare il mestiere dell’attore? Quale spazio ha offerto la stampa alle voci degli artisti? Quali nuove voci di attori e attrici ha contribuito ad amplificare? In che modo ha permesso l’emergere del loro discorso? Sono queste le domande cui questo libro cerca di rispondere. A tal fine, riunisce studi di ricercatori francesi e italiani, concentrandosi su diversi paesi europei.
CURATORI
Marion Chénetier-Alev è maître de conférences in Studi teatrali all’École Normale Supérieure (Ulm), membro dell’UMR 7172 THALIM (CNRS).
Marco Consolini è professore all’Istituto di Studi teatrali dell’Università Sorbonne Nouvelle. Codirige il Gruppo di Ricerca Interuniversitaria sulle Riviste di Teatro (GRIRT).
L’art de l’acteur dans la presse écrite et illustrée / L’arte dell’attore nella stampa e nei periodici illustrati (1750-1980)
2025
pp. 268 (con ill. in BN)
formato 15x22
Tra attori e critici: come può un’arte trovare le parole per esprimersi? Tre secoli di dialogo tramite la stampa al servizio dell’arte della recitazione.
PROFILO DELL’OPERA
Lungi dall’essere scoraggiata dalle difficoltà della comprensione teorica e dal complesso funzionamento dell’arte dell’attore, la critica drammatica non si è mai arresa al riguardo. Non solo è stata a lungo un interlocutore importante per gli artisti, ma ha anche svolto un ruolo decisivo nell’emergere della loro arte come pratica autonoma. Ha innescato molti dei dibattiti che hanno contribuito a definirla, plasmando prospettive e stabilendo i principi in base ai quali gli artisti sarebbero stati valutati. Che tipo di dialogo si è sviluppato tra critici e attori e come si è evoluto nel corso dei secoli? Quale ruolo, duraturo o fugace, ha svolto la critica nello sviluppo del pensiero interpretativo? Quale quadro concettuale e quali categorie analitiche ha stabilito per studiare il mestiere dell’attore? Quale spazio ha offerto la stampa alle voci degli artisti? Quali nuove voci di attori e attrici ha contribuito ad amplificare? In che modo ha permesso l’emergere del loro discorso? Sono queste le domande cui questo libro cerca di rispondere. A tal fine, riunisce studi di ricercatori francesi e italiani, concentrandosi su diversi paesi europei.
CURATORI
Marion Chénetier-Alev è maître de conférences in Studi teatrali all’École Normale Supérieure (Ulm), membro dell’UMR 7172 THALIM (CNRS).
Marco Consolini è professore all’Istituto di Studi teatrali dell’Università Sorbonne Nouvelle. Codirige il Gruppo di Ricerca Interuniversitaria sulle Riviste di Teatro (GRIRT).